FER 2 è una misura che promuove la realizzazione di impianti a fonte rinnovabile innovativi o con costi di generazione elevati che presentino caratteristiche di innovazione e ridotto impatto sull’ambiente e sul territorio. Le tipologie di impianto ammesse sono:
- impianti alimentati da biogas e biomasse
- solari termodinamici
- geotermoelettrici
- eolici off-shore
- fotovoltaici floating sia off-shore che su acque interne
- gli impianti alimentati da energia mareomotrice, del moto ondoso e altre forme di energia marina
Sono previsti sia interventi di nuova costruzione di impianti e, solo per gli impianti geotermici tradizionali con innovazioni, interventi per il rifacimento di impianti già esistenti.
Con il decreto direttoriale è stato approvato l’aggiornamento dell’Appendice A dell’Allegato 1 alle Regole operative (DD n. 16 del 10 dicembre 2024), recante il calendario delle procedure per l’anno 2026.

La prossima asta è prevista per l’8 giugno 2026. Si ricorda che la procedura competitiva resterà aperta per 60 giorni a decorrere dalla data di pubblicazione del bando, prevista anch’essa per l’8 giugno 2026.
In palio ci sono 65 MW complessivi, di cui:
- 5 MW per biogas di potenza uguale/inferiore a 300 kW e biomasse di potenza uguale/inferiore a 1 MW (procedura A);
- 30 MW per geotermico a emissioni nulle (procedura C-1);
- 30 MW per fotovoltaico flottante su acque interne (procedura D).
Un ulteriore aggiornamento dell’Appendice A dell’Allegato 1, contenente le informazioni relative al calendario delle procedure non ancora previste nell’attuale versione e riferite all’anno 2027, sarà approvato successivamente, entro il 31 marzo 2027, su proposta del GSE.
Si segnala inoltre che nel novembre 2025 il MASE ha approvato le nuove regole operative del GSE relative al FER 2, introducendo la cosiddetta norma “anti‑furbetti”. Tale misura è stata pensata per contrastare comportamenti opportunistici da parte degli operatori che, dopo l’ammissione in graduatoria, rinunciano ai progetti con l’obiettivo di partecipare a successive procedure incentivanti più vantaggiose.
Queste condotte, infatti, rischiano di rallentare l’effettiva realizzazione degli impianti e di ridurre le opportunità di accesso alle aste per altri operatori potenzialmente interessati.




