⚡ Lombardia: fino a 5 milioni di euro per efficientamento energetico e rinnovabili — Linea Impresa Efficiente
La Regione Lombardia ha riaperto il 20 luglio 2026 lo sportello della misura regionale Investimenti – Linea impresa efficiente, finanziata con fondi europei del PR FESR Lombardia 21 – 27, che combina contributo a fondo perduto e garanzia regionale gratuita per sostenere le PMI lombarde che investono in efficienza energetica e fonti rinnovabili.
Chi può partecipare
PMI regolarmente iscritte al Registro delle Imprese con almeno due bilanci depositati e una sede operativa in Lombardia dove realizzare il progetto.
Cosa si finanzia
Investimenti tra 100.000 e 5.000.000 € per: macchinari e impianti produttivi efficienti, illuminazione LED e domotica, impianti fotovoltaici su edifici esistenti, cogenerazione ad alto rendimento, impianti di energia termica da rinnovabili, sistemi di accumulo. Il progetto deve ridurre almeno il 30% delle emissioni climalteranti e deve essere realizzato entro 18 mesi. Le spese tecniche di consulenza sono ammissibili fino al 10%.
Quanto vale il contributo
Il fondo perduto varia in base al tipo di intervento. Per le fonti rinnovabili, idrogeno e cogenerazione: fino al 45% (50% con garanzia regionale). Per gli interventi di efficienza energetica: fino al 20% per micro e piccole imprese, 15% per le medie (25% e 20% con garanzia regionale). In regime de minimis: fino al 25-30%. Da luglio 2026 il contributo è cumulabile con altre agevolazioni sulle stesse spese, fino al 100% dei costi ammissibili.
Scadenze
Sportello aperto dal 20 luglio 2026 fino a esaurimento fondi, con selezione in ordine cronologico di arrivo.
☀️ Emilia-Romagna: contributo a fondo perduto per fotovoltaico su parcheggi aziendali
La Regione Emilia-Romagna ha aperto un bando da 3 milioni di euro (fondi FESR 2021-2027) per sostenere le imprese che vogliono installare impianti fotovoltaici su pensiline a copertura di parcheggi, con l’obiettivo di produrre energia per l’autoconsumo.
Chi può partecipare
Micro, piccole e medie imprese di qualsiasi forma giuridica, ad eccezione di quelle operanti nel settore della pesca, dell’acquacoltura e della produzione agricola primaria.
Cosa si finanzia
L’installazione (o il potenziamento) di impianti fotovoltaici su pensiline di parcheggi esistenti o nuovi, su aree già impermeabilizzate, con potenza massima di 1 MW. Sono ammissibili anche i sistemi di accumulo, le opere edili e di connessione alla rete, la progettazione e le spese generali.
Quanto vale il contributo
Il fondo perduto copre il 35% della spesa ammissibile, fino a un massimo di 100.000 €. L’investimento minimo da presentare è di 70.000 €. La percentuale sale al 40% per chi ha nominato un Energy Manager/EGE, possiede la certificazione ISO 50001 o ha il sito in area montana o interna.
Come vengono selezionate le domande
A graduatoria, su tre criteri: qualità tecnica del progetto, benefici ambientali ed energetici generati, e sostenibilità economica dell’investimento. Soglia minima per accedere al finanziamento: 50 punti su 100.
Scadenze
Le domande si presentano tramite la piattaforma Sfinge 2020 dal 30 settembre al 15 novembre 2026 (ore 13:00). I lavori devono concludersi entro il 31 dicembre 2028.
🏅 Emilia: fino a 14.000 € per ottenere certificazioni ESG
La Camera di Commercio dell’Emilia ha pubblicato il Bando Certificazioni ESG 2026 (BC26): un contributo a fondo perduto per le imprese che vogliono ottenere certificazioni ambientali, sociali o etiche e avviare un percorso concreto di sostenibilità.
Chi può partecipare
Tutte le imprese con sede legale o unità operativa nella circoscrizione della Camera di Commercio dell’Emilia (province di Piacenza, Parma, Reggio Emilia), iscritte al Registro delle Imprese e in regola con i propri obblighi.
Cosa si finanzia
Il bando copre le spese legate all’ottenimento di una certificazione ESG, tra cui consulenza, analisi ambientali, formazione erogata da enti accreditati e tariffe dell’ente certificatore. Le spese devono essere sostenute tra il 1° giugno 2026 e il 31 maggio 2027. Sono ammesse certificazioni come ISO 14001, ISO 50001, Carbon Footprint, BCorp, SA8000, parità di genere (UNI PdR 125) e molte altre — in totale oltre 20 tipologie riconosciute.
Importante: il bando non finanzia rinnovi di certificazioni già ottenute, e ogni impresa può presentare domanda per una sola certificazione.
Quanto vale il contributo
Il fondo perduto copre il 50% delle spese ammissibili, fino a un massimo di € 14.000. La spesa minima ammissibile è di € 5.000. Le imprese in possesso del Rating di Legalità ottengono un bonus aggiuntivo di € 250. Il totale delle risorse disponibili è di 500.000 €.
Come e quando presentare la domanda
Le domande si inviano esclusivamente in modalità telematica tramite la piattaforma Restart di Infocamere (restart.infomere.it), con firma digitale del legale rappresentante. La finestra è aperta dalle ore 10:00 del 17 settembre alle ore 16:00 del 29 settembre 2026. Solo 12 giorni.
☀️ Friuli-Venezia Giulia: fino a 500.000 € per il fotovoltaico aziendale
La Regione Friuli-Venezia Giulia ha messo a disposizione 10 milioni di euro per sostenere le imprese che vogliono installare o potenziare impianti fotovoltaici, con l’obiettivo di rendere i consumi elettrici più sostenibili ed efficienti.
Chi può partecipare
Micro, piccole, medie e grandi imprese attive nei settori del manifatturiero, del terziario e delle costruzioni, anche in forma di consorzio, società consortile o rete di impresa.
Cosa si finanzia
L’installazione o il potenziamento di impianti fotovoltaici fino a 5.000 kW, dimensionati sul fabbisogno energetico dell’impresa. Sono ammissibili anche i sistemi di accumulo (fino al doppio della potenza dell’impianto), i sistemi intelligenti di monitoraggio e gestione dell’energia, le opere edili e impiantistiche, e i servizi di progettazione e collaudo.
Quanto vale il contributo
La percentuale varia in base alla dimensione dell’impresa e alla potenza dell’impianto:
Per impianti fino a 1.000 kW: 50% per micro e piccole imprese, 40% per le medie, 30% per le grandi. Per la quota di impianto tra 1.000 e 3.000 kW il contributo scende al 20% per tutti, e al 10% per la parte tra 3.000 e 5.000 kW. La spesa minima ammissibile è di 20.000 €, il contributo massimo per impresa è di 500.000 €.
Come vengono selezionate le domande
A sportello, in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento delle risorse. I contributi vengono concessi entro 120 giorni dalla domanda.
Scadenze
Lo sportello è aperto fino al 30 settembre 2026. Chi non ha ancora presentato domanda ha ancora qualche settimana di tempo — ma i fondi sono limitati e vengono assegnati nell’ordine in cui arrivano.
🏦 Lazio: fino a 10 milioni di euro per finanziare investimenti aziendali, anche in energia e sostenibilità. Bando in apertura
La Regione Lazio sta per aprire un bando che combina risorse europee e contributi regionali per facilitare l’accesso al credito delle imprese, con particolare attenzione ai progetti di riqualificazione energetica e transizione green.
Il meccanismo si basa su un accordo con la Banca Europea degli Investimenti (BEI), che mette a disposizione un plafond di 120 milioni di euro. Le banche selezionate dovranno affiancare risorse proprie per un importo equivalente, portando il volume complessivo dei finanziamenti attivabili a 240 milioni di euro. A questo si aggiungono 10 milioni di euro dal FESR 2021-2027 stanziati dalla Regione per abbattere il costo degli interessi, di cui 2 milioni riservati alle imprese del settore Automotive.
Chi può partecipare
Il finanziamento BEI è accessibile sia alle PMI che alle imprese di medie dimensioni (Midcap). Il contributo a fondo perduto sugli interessi è invece riservato alle sole PMI.
Cosa si finanzia
I fondi possono essere utilizzati per investimenti produttivi o per sostenere il capitale circolante. Almeno il 15% delle risorse deve andare a progetti con caratteristiche “Green”, tra cui:
- nel settore energetico: impianti fotovoltaici, eolici, da bioenergia, sistemi di accumulo, pompe di calore, recupero del calore di scarto;
- nell’industria: efficientamento energetico degli impianti, elettrificazione dei processi produttivi, introduzione di tecnologie a basse emissioni;
- nell’edilizia: nuove costruzioni efficienti, ristrutturazioni con riduzione dei consumi, isolamento, infissi, impianti rinnovabili integrati negli edifici;
- in agricoltura: macchinari efficienti, impianti di biogas e biocarburanti nel rispetto dei criteri di sostenibilità.
Quanto vale il contributo
I finanziamenti BEI vanno da 100.000 a 10 milioni di euro, con durata da 2 a 12 anni e possibilità di preammortamento. La Regione rimborsa una quota degli interessi: fino al 2% per imprese in aree svantaggiate, per progetti Green e per l’automotive; 1,5% per le altre PMI. Il contributo viene erogato in un’unica soluzione e rientra nel regime “de minimis”.
Come funziona
Le imprese devono rivolgersi a una delle banche convenzionate per ottenere il finanziamento BEI. Le sole PMI possono poi presentare domanda per il contributo sugli interessi tramite la piattaforma GeCoWEB Plus di Lazio Innova. Le domande vengono esaminate in ordine cronologico, fino a esaurimento delle risorse.
Il bando non è ancora aperto: la Regione ha annunciato l’iniziativa ma le date di apertura dello sportello non sono ancora state comunicate. Sarà importante farsi trovare pronti!
🏭 Umbria: fino a 500.000 € per efficientare gli immobili produttivi
La Regione Umbria ha stanziato 8 milioni di euro (fondi FESR 2021-2027) per sostenere le imprese che vogliono ridurre i consumi energetici dei propri edifici e impianti produttivi.
Chi può partecipare
Imprese di qualsiasi dimensione con sedi operative in Umbria.
Cosa si finanzia
Interventi di efficientamento energetico su immobili industriali: isolamento termico, sistemi di illuminazione efficienti, motori, pompe, compressori, sistemi di climatizzazione. Sono ammessi anche interventi sul ciclo produttivo per ridurre i consumi elettrici e termici. Il valore del progetto deve essere compreso tra 25.000 e 250.000 €, elevato a 500.000 € per le grandi imprese.
Quanto vale il contributo
Non si tratta di un fondo perduto diretto, ma di un finanziamento agevolato all’1% che copre fino all’80% dell’investimento per micro e piccole imprese, al 60% per le medie e al 50% per le grandi. È prevista inoltre la possibilità di remissione del debito fino al 50%, che di fatto trasforma una parte del finanziamento in contributo a fondo perduto.
Scadenze
Lo sportello è aperto dal 4 settembre al 31 dicembre 2026 tramite la piattaforma Gepafin, con procedura a sportello (vale l’ordine di arrivo).
☀️ Umbria: fino a 700.000 € per fotovoltaico e sistemi di accumulo
Sempre la Regione Umbria mette a disposizione 17 milioni di euro (fino a 20 milioni) per le imprese che vogliono investire in impianti fotovoltaici e sistemi di accumulo dell’energia.
Chi può partecipare
Imprese di qualsiasi dimensione operative in Umbria.
Cosa si finanzia
Nuovi impianti fotovoltaici, anche abbinati a batterie di accumulo, e sistemi di accumulo a servizio di impianti fotovoltaici già esistenti. Sono ammesse le spese di progettazione, acquisto e installazione. L’investimento deve essere compreso tra 25.000 e 350.000 €, elevato a 700.000 € per le grandi imprese.
Quanto vale il contributo
Anche qui la formula è quella del finanziamento agevolato con copertura fino all’80% dell’investimento per micro e piccole imprese e possibile remissione parziale del debito. Le imprese che partecipano a una Comunità Energetica Rinnovabile ottengono un incremento del 5% del finanziamento.
Scadenze
Lo sportello è aperto dal 4 settembre al 31 dicembre 2026 tramite Gepafin, con procedura a sportello.
⚡ Marche: fino a 300.000 € per le Comunità Energetiche Rinnovabili
La Regione Marche ha stanziato 3,8 milioni di euro (fondi FESR 2021-2027) per sostenere le Comunità di Energia Rinnovabile (CER) che vogliono installare o potenziare impianti di produzione da fonti rinnovabili.
Chi può partecipare
Esclusivamente le CER già costituite con sede nelle Marche. Non è quindi un bando rivolto alle singole imprese, ma alle comunità energetiche già operative o appena formate.
Cosa si finanzia
L’installazione o il potenziamento di impianti di mini-eolico, fotovoltaico, agrivoltaico, mini-idroelettrico ed energia dal moto ondoso, con potenza massima di 1 MW. Gli impianti devono essere ubicati nella stessa cabina primaria della configurazione CER e di proprietà della CER stessa. Sono ammessi impianti su coperture di edifici, aree di pertinenza, terreni a terra e aree agrivoltaiche — purché su superfici nella disponibilità della CER.
Rientrano nelle spese ammissibili la fornitura e installazione degli impianti (inverter, sistemi di accumulo, strutture di supporto), le opere edili, le reti elettriche smart grid, i sistemi di monitoraggio e telecontrollo, e le tecnologie per la flessibilità della rete. È finanziabile anche la rimozione dell’amianto dalle coperture oggetto di intervento. Le spese tecniche (progettazione, collaudo, sicurezza) sono riconosciute fino al 10% dei costi totali. Le spese di costituzione della CER sono ammissibili a partire dal 1° gennaio 2024; quelle per gli impianti dal 1° gennaio 2025.
Quanto vale il contributo
Il contributo a fondo perduto copre fino al 40% delle spese ammissibili, con un massimo di 300.000 € per progetto. L’investimento minimo è di 200.000 €. Il contributo non è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche sugli stessi costi.
Scadenze
Le domande si presentano dal 30 settembre 2026 al 29 gennaio 2027 (ore 17:00), fino a esaurimento delle risorse. Il 60% della dotazione è riservato in via prioritaria, quindi chi arriva prima ha un vantaggio concreto.
🏪 Veneto: fino a 150.000 € per le aggregazioni di imprese commerciali nei distretti
La Regione Veneto ha stanziato 10 milioni di euro (fondi FESR 2021-2027) per sostenere la riqualificazione e l’innovazione delle imprese commerciali che operano nei distretti del commercio riconosciuti dalla Regione, inclusa la possibilità di dotarsi di impianti a fonti rinnovabili.
Chi può partecipare
Aggregazioni di almeno tre PMI con unità operativa in uno dei 118 distretti del commercio veneti, che non abbiano già beneficiato della precedente edizione di questo bando. I settori ammessi includono commercio al dettaglio e all’ingrosso, ristorazione, agenzie di viaggio, centri fitness, lavanderie, parrucchieri ed estetica, servizi alla persona, noleggio veicoli e beni, pompe funebri e toelettatura animali.
Cosa si finanzia
I progetti devono puntare all’innovazione tecnologica, all’ammodernamento e alla sostenibilità. Sono ammissibili macchinari e beni strumentali, attrezzature e arredi, hardware e software, sistemi di e-commerce, sistemi di sicurezza e videosorveglianza, interventi edilizi e impiantistici, e impianti a fonti rinnovabili (fotovoltaico, solare termico, eolico, geotermico) fino a 10.000 € per singola impresa partecipante, inclusi inverter con batterie e allacciamento alla rete. Sono finanziabili anche servizi di consulenza, attività di promozione del distretto e premi assicurativi. Il valore complessivo del progetto deve essere compreso tra 45.000 e 270.000 €, con un minimo di 15.000 € per ciascuna impresa partecipante.
Quanto vale il contributo
Per gli interventi di valorizzazione del distretto (consulenza, promozione, animazione) il contributo è a fondo perduto al 100% della spesa. Per gli interventi di sviluppo dell’offerta commerciale (macchinari, impianti, IT, ecc.) la percentuale scende al 50%. Il contributo massimo per distretto è di 150.000 €. I lavori devono concludersi entro il 3 ottobre 2028.
Scadenze
Lo sportello apre alle ore 10:00 del 22 settembre 2026 e chiude il 12 gennaio 2027 (ore 12:00).
🏔️ Bolzano: volumetria extra per chi costruisce o ristruttura in chiave energetica
La Provincia Autonoma di Bolzano ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 il proprio Bonus Energia: un incentivo urbanistico che permette di ottenere superficie edificabile aggiuntiva in cambio di elevate prestazioni energetiche dell’edificio.
Come funziona — in parole semplici
Non si tratta di un contributo in denaro, ma di un beneficio urbanistico: chi costruisce un edificio nuovo ad alta efficienza energetica, o ristruttura profondamente un edificio esistente, può ottenere il permesso di aggiungere volumetria extra rispetto a quanto normalmente consentito. In pratica, si può costruire o ampliare di più, a patto di farlo bene dal punto di vista energetico.
Per i nuovi edifici
Se più del 50% della volumetria è a destinazione residenziale, è possibile ottenere un aumento della superficie fuori terra del 10%, a condizione che l’edificio soddisfi lo standard CasaClima Nature, utilizzi materiali ecologici certificati e copra almeno il 50 W/m² di fabbisogno elettrico con fonti rinnovabili installate sull’edificio. In alternativa, almeno il 60% del fabbisogno di energia primaria deve provenire da rinnovabili, oppure il fabbisogno termico deve essere coperto da pompa di calore elettrica o teleriscaldamento.
Per gli edifici esistenti
L’agevolazione è disponibile per edifici con almeno 300 m³ fuori terra esistenti dal 2005 e con più del 50% a uso residenziale. Il bonus consiste in un aumento della volumetria residenziale pari al 20% di quella esistente, fino a un massimo di 200 m³, a condizione che la ristrutturazione porti l’edificio almeno alla classe CasaClima B e che sia installata una potenza rinnovabile di almeno 30 W/m² per coprire il fabbisogno elettrico (o, in alternativa, le stesse condizioni sulle rinnovabili previste per i nuovi edifici).
Scadenze
Il bonus è utilizzabile fino al 31 dicembre 2026. La domanda può essere presentata una sola volta per edificio, nell’ambito di un’unica misura di ristrutturazione energetica.
🏨 Toscana: sovvenzioni a fondo perduto sugli interessi per le imprese turistiche, anche per progetti green
La Regione Toscana ha messo a disposizione 5 milioni di euro (fondi FAS) per ridurre il costo dei finanziamenti bancari destinati alle imprese del settore turistico, con una corsia preferenziale per chi investe in efficienza energetica e rinnovabili.
Chi può partecipare
Micro imprese, PMI e professionisti che operano nel settore alberghiero (hotel, B&B, strutture ricettive similari) o nella gestione di campeggi e aree per roulotte, con sede in Toscana.
Cosa si finanzia
Investimenti in beni materiali e immateriali, con attenzione particolare ai progetti green, che comprendono: impianti fotovoltaici, solari termici, da biomassa, biogas o eolico per autoconsumo; pompe di calore e recupero di calore di scarto; sistemi di accumulo abbinati a impianti rinnovabili; veicoli elettrici e relative colonnine di ricarica; efficientamento energetico degli edifici (isolamento, infissi, illuminazione, termostati intelligenti, sistemi di building management). Il valore del progetto deve essere compreso tra 70.000 e 5 milioni di euro.
Quanto vale la sovvenzione
Non è un contributo diretto sull’investimento, ma una sovvenzione a fondo perduto sugli interessi e sulle commissioni di garanzia del finanziamento bancario. Per i progetti green la copertura degli interessi arriva fino al 90%, con un massimo di 300.000 €. Si aggiunge una sovvenzione sulle commissioni di garanzia pari all’1,5% dell’importo garantito, fino a 12.000 €. I finanziamenti devono essere erogati da banche convenzionate con la Regione e garantiti dal Fondo di garanzia PMI — sezione speciale Toscana.
Aggiornamento febbraio 2026
Dal 4 febbraio 2026 è richiesta la polizza assicurativa contro i danni catastrofali per tutti i richiedenti (obbligo introdotto dalla Legge di Bilancio 2024), sia per le nuove domande che per le istruttorie in corso.
Scadenze
Il bando è ancora aperto a sportello, in ordine cronologico di presentazione, fino a esaurimento dei 5 milioni disponibili. Le domande si presentano tramite la piattaforma di Sviluppo Toscana con SPID, CIE o CNS. Si consiglia di verificare la disponibilità residua prima di procedere.
PERCHE’ SI TRADUCONO IN OPPORTUNITA’ PER LE BANCHE?
Negli ultimi mesi si stanno moltiplicando bandi, incentivi e contributi pubblici dedicati alla sostenibilità energetica delle imprese: fondi europei, regionali e camerali che finanziano certificazioni ESG, impianti fotovoltaici, efficientamento degli edifici, comunità energetiche e molto altro. Il sistema sta investendo in modo concreto sulla transizione green, e le risorse disponibili sono significative.
Ma c’è una caratteristica che speso accomuna questi strumenti: le finestre di accesso sono brevissime. Pochi giorni, a volte ore. Spesso funzionano come click day o sportello a esaurimento: chi è pronto partecipa, chi non lo è rischia di rimanere fuori. Raccogliere la documentazione, verificare i requisiti, strutturare il progetto. Tutto questo richiede tempo. Questo è il punto che cambia la prospettiva per le Banche. La vera opportunità sta nel lavorare in anticipo: monitorare i bandi in uscita, identificare tra i propri Clienti le realtà potenzialmente eleggibili, e avvisarle prima che la finestra si apra.
A questo si aggiunge una dimensione più operativa. Molti dei bandi esaminati non erogano solo contributi a fondo perduto, ma prevedono finanziamenti agevolati con quota bancaria, garanzie pubbliche su prestiti, o passano obbligatoriamente attraverso istituti di credito convenzionati. Questo significa che la Banca non è solo un osservatore esterno, ma può essere protagonista diretta: come istituto erogante, come banca convenzionata per i finanziamenti agevolati, come partner finanziario per la quota non coperta dal contributo.
Infine, c’è una dimensione di posizionamento strategico che va oltre il singolo bando. Le imprese che oggi ottengono una certificazione ESG, installano un fotovoltaico, migliorano l’efficienza dei propri edifici, sono le stesse che domani saranno più competitive, più solide e più bancabili. Accompagnarle in questo percorso — anche attraverso la segnalazione di un bando — significa investire nella qualità del proprio portafoglio crediti e nella solidità del tessuto economico del territorio.
Vi segnaliamo infine che alcuni dei bandi illustrati in questo documento possono essere impiegati anche dalla banca stessa, non solo per i propri Clienti. Le Banche sono imprese a tutti gli effetti e, laddove i bandi non escludano esplicitamente il settore bancario e finanziario, possono accedere agli stessi contributi.
Anche in questo caso, il processo di partecipazione è identico a quello previsto per le imprese: le tempistiche sono fondamentali e trovarsi preparati può fare la differenza tra ottenere un contributo a fondo perduto e perdere l’occasione. Se state valutando — insieme ai vostri referenti interni per la sostenibilità o l’ESG — di avviare un percorso di certificazione ambientale, una diagnosi energetica delle vostre sedi, un intervento di efficientamento o un investimento in rinnovabili, è il momento giusto per farlo: le opportunità ci sono.
BIT è al fianco delle Banche in questo percorso: nel monitoraggio delle opportunità, nella valutazione tecnica dei progetti, nel supporto alla presentazione delle domande. Perché farsi trovare pronti non è solo un vantaggio competitivo… E’ “FARE BANCA” SUL TERRITORIO!




