Con la firma del decreto FER X definitivo si chiude una fase di attesa per gli operatori delle energie rinnovabili e si apre un nuovo quadro regolatorio che introduce alcune novità rilevanti rispetto al decreto transitorio del 30 dicembre 2024.
Pipeline FV ridimensionata. La modifica più impattante riguarda il fotovoltaico utility scale: gli impianti sopra 1 MW dovranno disporre di un’autorizzazione completa per accedere alle aste, e non sarà più sufficiente il solo parere VIA favorevole. Secondo le stime degli analisti di settore, questa misura dimezza la pipeline di progetti potenzialmente pronti a partecipare – da circa 40 GW a circa 20-25 GW – pur lasciando la competizione su livelli elevati rispetto ai 10 GW di contingente FV previsti in tre procedure.
I numeri del decreto. Il FER X destina complessivamente 37,15 GW: 27,15 GW tramite aste per impianti sopra 1 MW e 10 GW ad accesso diretto per le taglie inferiori. Del contingente in asta, 10 GW sono riservati al fotovoltaico. Almeno 15 GW di FV utility scale confluiranno invece nel FER Z, il nuovo schema europeo ancora in attesa del via libera della Commissione UE.
Albo pre-asta. Viene introdotta una qualifica preliminare dei progetti (verifica di autorizzazioni, connessione, requisiti finanziari e criteri di priorità) prima della manifestazione di interesse e dell’offerta. La finestra per le domande non potrà superare dieci giorni e la graduatoria dovrà essere pubblicata entro dieci giorni lavorativi. L’obiettivo è ridurre il divario tra capacità annunciata e progetti effettivamente pronti all’asta.
Coefficienti zonali. I correttivi tariffari geografici del transitorio (10 €/MWh al Nord, 4 €/MWh al Centro) vengono sostituiti da coefficienti applicati alle offerte in fase di graduatoria, senza modificare il prezzo riconosciuto all’impianto. I valori saranno definiti entro 60 giorni da MASE, Terna e GSE, tenendo conto di domanda, rete, autorizzazioni e profili produttivi. La calibrazione sarà determinante: alcune aree, come la Sicilia, potrebbero essere penalizzate per contenere la concentrazione di progetti e le criticità di rete.
Prezzi invariati. Si confermano i tre livelli già approvati dalla Commissione UE: per il FV 65, 80 e 95 €/MWh; per l’eolico 70, 85 e 95 €/MWh. I prezzi saranno aggiornati per l’inflazione al momento della pubblicazione dei bandi.
Batterie e co-locazione. Per la prima volta il decreto introduce un premio alla co-locazione fotovoltaico-accumulo (BESS) nelle aste soggette ai criteri NZIA: la presenza di un accumulo con potenza almeno pari al 25% di quella dell’impianto e capacità di modulazione giornaliera pesa per il 5% rispetto all’offerta.
Lo sguardo al FER Z. Il nuovo schema non remunererà semplicemente l’energia prodotta, ma la capacità di rispettare un profilo di consegna predeterminato. I dettagli sono ancora in definizione, ma il disegno dovrebbe essere calibrato sui profili solari. FER X e FER Z dovranno svilupparsi in modo complementare: il primo garantisce continuità agli investimenti nell’immediato, il secondo accompagnerà le rinnovabili verso una gestione più integrata con le esigenze del sistema elettrico.




